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20/08/2008
L'talia del judo: tristezza e felicità

Editoriali Pechino


 

Si è conclusa da pochi giorni l'attesa avventura olimpica. Quattro anni di preparazioni, allenamenti, gare, attese, successi e delusioni per approdare in quel di Pechino. La domanda che in molti si pongono è: "è stato un successo o una delusione?"

Una medaglia d'oro, tra l'altro la prima in campo femminile, non può certamente considerarsi un insuccesso ma restano mille domande che lasciano perplessi appassionati, tecnici ed addetti ai lavori. Felice Mariani, tecnico della nazionale azzurra, al suo arrivo all'aeroporto, accompagnato da Giulia Quintavalle, davanti ai microfoni di Sky Sport ha dichiarato: "senza nulla togliere a Giovinazzo e Maddaloni, questa è certamente la medaglia più importante della nostra storia judoistica...."

 

Se facessimo un passo indietro, a pochi giorni dalla partenza della spedizione azzurra in quanti avrebbero scommesso sulla medaglia di Giulia Quintavalle? Le nostre previsioni ed aspettative prevedevano da 1 a tre medaglie facendo riferimento ad i nostri punti di forza, Maddaloni, Morico, Scapin, Meloni ma proprio da li sono arrvate le delusioni di questa fantastica esperienza.

 

Cosa è mancato? Se facciamo un'analisi generale, stessa proposta dal D.T, francese Dedier sul noto quotidiano sportivo "L'equipe", per la prima volta sono apparse nazioni come Corea del Nord, Mongolia e  Khazakhistan e molti favoriti si sono dissolti nell'aria. Pensate che nessuno dei campioni del Mondo di Rio de Janeiro 2007 è riuscito a salire sul gradino alto del podio ed una potenza del judo mondiale, quale la Francia non è riuscita a vincere un oro, anche se ha disputato la bellezza di tre finali.

 

Ha tenuto, come era inevitabile, solo il Giappone con 4 ori, 1 argento e due bronzi e poi ben 25 nazioni hanno strappato almeno una medaglia. Nell'analisi generale, non bisogna dimenticare che in terra asiatica i cinesi, come era prevedibile, hanno vinto come non mai, togliendo spazi in tutti gli sport olimpici (nel judo 3 ori ed un bronzo).

 

Dal 2009 si ricomincerà con il probabile abbandono di Scapin, Bianchessi, Maddaloni e Morico e quindi si aprirà uno scenario tutto da costruire. Cosa accadrà nei vertici del judo nazionale?

Casale, Quintavalle, Meloni saranno i punti di riferimento ma Pechino come la considereremo? Un successo storico ed epocale per la Quintavalle ma poi? Il judo italiano ci ha abituato ad alti e bassi ma sempre presente nella scena del judo mondiale, non resta che rimboccarsi le maniche e sfruttare, per quanto sia possibile, il successo della giovane e bella Giulia Quintavalle.

 

Franco Di Feliciantonio

 

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