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23/11/2011
Le promesse del Karate Italiano

Interviste


Karate: nel Gran Premio Giovanissimi della FIJLKAM la romana Susanna Santoro reginetta del “kata”; al posto d’onore la veneta Rachele Simeoni; il siciliano Giuseppe Palagia dominatore nel maschile: la parola a questi tre giovanissimi protagonisti!

 

Susanna Santoro, romana, classe ‘99 è la neocampionessa italiana di kata (forma), titolo che ha meritatamente vinto al Gran Premio Giovanissimi 2011 di karate, svoltosi sabato e domenica scorsi al Palafijlkam di Ostia Lido con la regia organizzativa del Comitato Regione Lazio della Fijlkam (Federazione italiana judo lotta karate ed arti marziali) e la partecipazione, considerando anche il kumite (combattimento), di oltre 400 atleti finalisti di tutta Italia. A guardarla Susanna sembra proprio una graziosissima bambolina: alta attorno al metro e quaranta, un peso corporeo di neanche quaranta chilogrammi, chi avrebbe detto che sarebbe stata proprio la nostra protagonista, atleta dell’ Asd Roma 12 seguita dagli inizi dai maestri Federico e Daniela Berrettoni, a vincere l’ambitissimo titolo riservato agli agonisti esordienti, classe 12-13 anni di età ? Nemmeno lei, perchè ci confessa che considerava realisticamente alla sua portata un 5° o tutt’alpiù un 4° posto. Ma sui quadrati di gara Susanna, che frequenta la seconda media alla scuola S. Chiara (tecnica ed arte le sue materie preferite), appassionata di musica rock, ha messo a frutto l’impegnativa preparazione svolta, allenandosi nelle ultime 3 settimane prima della gara praticamente tutti i giorni, 2-3 ore al giorno. Un carico di lavoro impegnativo anche per un adulto, ma sapientemente modulato e pianificato dagli esperti allenatori in relazione alla sua giovane età. ”Ho iniziato a praticare il karate – ci dice – spinta dall ’esempio di una mia cara amica. I genitori non hanno ostacolato questa decisione, anzi ne sono rimasti contenti. Ho scelto di dedicarmi al kata piuttosto che al combattimento perchè mi piace di più, è caratterizzato da una grande eleganza e completezza nei movimenti.” “In futuro – interviene Daniela Berrettoni, pluricampionessa italiana – dovremo lavorare con lei sulla preparazione fisica; per il resto nonostante la sua giovanissima età, e oggi lo ha dimostrato, è un’atleta in gamba e giudiziosa: la serenità e la determinazione le sue armi vincenti.” Dopo questo successo, Susanna non si ferma e la rivedremo prestissimo, infatti, alla Venice Cup, prestigiosa gara internazionale che si svolgerà a Caorle sabato 26 e domenica 27 novembre p.v.  Ci accomiatiamo da questo enfant prodige del karate con una domanda: che cosa ha pensato quando gli ufficiali di gara, al termine della prova, hanno decretato il suo successo con un netto 4-1 sull’avversaria di finale Rachele Simeoni? Ci ha riflettuto un po’, poi con grande schiettezza ci ha risposto simpaticamente decisa: ”Ho pensato che sono brava!”...Sin qui la vincitrice. Ma la seconda classificata, che al termine della bella sfida di finale si è vista sfuggire un alloro più che mai alla sua portata, come l’ha presa? Beh, diciamo che Rachele forse un risultato di vertice se lo aspettava, e la sconfitta in finale un po’ le brucia, il suo rammarico è percepibile… Studentessa anche lei di seconda media, ha iniziato la pratica del karate nel 2003 presso l’ASD Karatedo Noventa (PD) allieva dei maestri Giovanni Leccese e Francesco Favaron, nella stessa palestra in cui avevano praticato karate pure la mamma e la sorella. Immediato il colpo di fulmine:”E’ un po’ difficile da spiegare, mi sono piaciute le movenze – ci dice – di questo sport particolare, non ben conosciuto da tutti, e con il fascino di una sua tradizione antica. Trovo il kata più appassionante e completo del kumite, chi fa bene il kata può proseguire altrettanto bene nel kumite, mentre non sempre è vero il contrario”.Ora la giovanissima vicecampionessa, che per questo Gran premio si era puntigliosamente e duramente allenata non meno di 5 sedute a settimana, abbandonata la delusione, guarda già ad altri traguardi e subito alla Venice Karate Cup in cui è certa anche la sua presenza.”Questa sconfitta – conclude con una serietà che è difficile rinvenire in atlete della sua età  – forse è servita, perché ora mi sento più che mai motivata a cogliere un risultato più ambizioso!” Il commento finale lo lasciamo al maestro Giovanni Leccese: “Oggi Rachele mi ha stupito, ha saputo esprimere al meglio i spanetri richiesti per le esecuzioni, ha dimostrato tecnica, carattere e tenacia. Quando avremo impostato progressivamente un buon potenziamento fisico, penso proprio che di lei le cronache di gara parleranno ancora!””

 

Se domenica 20 ha segnato l’apoteosi femminile, il sabato sono andati di scena sempre al Palafijlkam gli agguerritissimi maschietti, e su tutti ha brillato la stella di Giuseppe Palagia. 13 anni il prossimo 9 gennaio, studente di III media, materie preferite matematica e lingue, francese ed inglese, Giuseppe ha iniziato a praticare all’età di 4 anni presso il CSKS di Vittoria (Ragusa) sotto l’esperta ed appassionata guida del maestro Santo Torre, che ricordiamo autorevole componente della Commissione Tecnica Nazionale Attività Giovanile della Fijlkam. Ad avviarlo alla pratica della disciplina entrambi i genitori, che avrebbero voluto praticare loro per primi il karate, incontrando però in proposito nei tempi passati la netta avversione dei rispettivi padri e madri…”Non c’è stato un motivo particolare che ha portato a dedicarmi di più al kata – dichiara Giuseppe –,  forse la scelta è venuta naturalmente, come conseguenza della particolare attenzione ed approfondimento sempre dedicata dal mio maestro a questa specialità”. Anche per lui la preparazione al Gran Premio non è stata uno scherzo: parliamo di allenamenti protrattisi per settimane, con punte anche di due ore al giorno. “Sentivo in certi momenti la stanchezza, ma la passione ha sempre finito con il prevalere”. Il suo obiettivo iniziale era quello di acquisire solo un’esperienza positiva, di ben figurare nel confronto con gli altri atleti. Poi un’affermazione dietro l’altra, e la consapevolezza, mano mano, di riuscire a dare il meglio di se e di poter aspirare ad una meta che sembrava irraggiungibile. La disputa della finale lo ha visto vincente con un nettissimo, 5-0, punteggio premiante la sua ottima esecuzione del kata di libera composizione san kim, efficace sinossi delle principali tecniche del karate (anche se, ci confessa, lui preferisce i kata tradizionali, in particolare unsu). Il maestro Santo Torre chiosa:” Giuseppe è un vero talento naturale, come suo maestro l’ho potuto attentamente vagliare, e credo di non essere smentito se dico che tra qualche anno, maturate tutte le necessarie esperienze, potrà presentarsi come il legittimo erede del nostro grande Luca Valdesi”… Tra poco, a metà dicembre, sarà impegnato agli Open di Campania e già lì potremo avere altre interessanti indicazioni su di lui”…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leandro Spadari 

 

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